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Articolo Blog17 min di lettura

Codici CND dispositivi medici: guida pratica

Scopri cosa sono i codici CND dispositivi medici, come funzionano nel Repertorio Nazionale e come usarli per trovare gare d'appalto sanitarie.

Riccardo Sabatti, Founder
Indice dei contenuti

Codici CND dispositivi medici: cosa sono, come funzionano e perché contano nelle gare

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In Italia sono iscritti al Repertorio Nazionale oltre 1,3 milioni di dispositivi medici. Ogni anno le stazioni appaltanti sanitarie pubblicano migliaia di procedure che li riguardano. Eppure molte aziende del settore perdono gare rilevanti per un motivo banale: non sanno come cercarle.

I codici CND dispositivi medici sono il punto di partenza di qualsiasi ricerca bandi nel MedTech. Chi non li padroneggia naviga a vista tra ANAC, portali regionali e TED, incrociando le dita. Chi conosce bene i codici CND dispositivi medici sa esattamente quali lotti riguardano il proprio portafoglio - e trova le gare prima dei concorrenti.

Questa guida spiega la struttura del sistema CND, come viene usato nei capitolati, il mapping con i codici CPV europei e come impostare un monitoraggio efficace.

Cos'è la CND e cosa identifica ogni codice

Il codice CND (Classificazione Nazionale Dispositivi medici) è il sistema alfanumerico obbligatorio istituito con il D.Lgs. 137/2017 e gestito dal Ministero della Salute per classificare ogni dispositivo iscritto al Repertorio Nazionale (RDM). Ogni codice CND identifica la categoria funzionale del dispositivo, indipendentemente dal nome commerciale o dal fabbricante, ed è composto da una lettera iniziale di macro-classe seguita da cifre che specificano gruppo e tipo.

Il sistema è stato istituito con il D.Lgs. 137/2017 ed è gestito dal Ministero della Salute. Ogni dispositivo iscritto al Repertorio porta con sé un codice CND che ne descrive la categoria funzionale, indipendentemente dal nome commerciale o dal fabbricante.

Senza conoscere il proprio codice CND, un'azienda MedTech non riesce a filtrare i bandi per pertinenza, a verificare se i prodotti richiesti corrispondono a quelli registrati, né a costruire un'offerta tecnica conforme.

Per approfondire il processo di iscrizione al Repertorio Nazionale dei Dispositivi Medici, puoi consultare la guida dedicata.

Struttura CND: livelli e dettaglio

La CND è organizzata su tre livelli progressivi di dettaglio.

Livello 1 - Classe: una lettera identifica la macro-categoria (es. C = Cardiologia, B = Diagnostica in vitro).

Livello 2 - Gruppo: due cifre numeriche aggiuntive specificano il gruppo funzionale all'interno della classe (es. C12 = Dispositivi per stimolazione cardiaca).

Livello 3 - Tipo: ulteriori cifre identificano il tipo specifico di dispositivo (es. C1203 = Pacemaker monocamerale a frequenza adattiva).

Più si scende nella gerarchia, più il codice è specifico. Un capitolato tecnico può richiedere una corrispondenza a livello di tipo (codice lungo) o accettare prodotti di un intero gruppo (codice corto). Conoscere questo meccanismo permette di capire subito se un lotto è accessibile al proprio portafoglio.

Ecco le principali macro-classi CND con i relativi esempi:

LetteraCategoriaEsempi di dispositivi
ADispositivi per somministrazione, prelievo e raccoltaSiringhe, aghi, cateteri
BDiagnostica in vitro (IVD)Reagenti, analizzatori, kit diagnostici
CCardiologiaPacemaker, defibrillatori, cateteri cardiaci
DOsteosintesi e ortopediaViti, placche, protesi articolari
EEndoscopiaEndoscopi, accessori endoscopici
FFisioterapia e riabilitazioneElettrostimolatori, ortesi
GGastroenterologia e urologiaSonde, sacche di drenaggio
HMedicazioni avanzateGarze, medicazioni per ferite
JOftalmologiaLenti a contatto, bisturi oftalmici
KSterilizzazione e disinfezioneIndicatori biologici, autoclave
LApparecchiature di laboratorioCentrifughe, pipette
MImaging diagnosticoEcografi, RMN, TAC
PDispositivi impiantabili attiviNeurostimolatori, pompe infusionali
RRadioterapia e radiologiaAcceleratori lineari, dosimetri
SChirurgiaBisturi, suturatrici, trocar
TTerapia intensiva e anestesiaVentilatori, monitor, pompe siringa
VDispositivi per diabeteGlucometri, microinfusori
WAusili per disabilitàCarrozzine, sollevatori
ZDispositivi vari non classificati altroveProdotti a uso medico residuale

Dalla CND alla CID: il decreto di fine 2025

Dal 1° gennaio 2026 la denominazione ufficiale è cambiata. Il decreto ha abrogato la CND e introdotto la CID (Classificazione Italiana Dispositivi medici), allineando il sistema nazionale al Regolamento MDR (EU 2017/745).

La struttura gerarchica rimane sostanzialmente la stessa. Le macro-classi storiche sono confermate, con l'aggiunta della categoria X (codice 23), riservata ai dispositivi senza scopo medico inclusi nell'Allegato XVI del MDR (es. lenti a contatto estetiche, filler non terapeutici).

Il decreto ha introdotto la CID come sostituto della CND, aggiungendo 1 nuova categoria (X, codice 23) per i dispositivi estetici dell'Allegato XVI del Regolamento MDR EU 2017/745.

Nella pratica delle gare, i capitolati pubblicati prima del 2026 citano ancora la CND. Quelli pubblicati dopo il 1° gennaio 2026 dovrebbero riferirsi alla CID. Per molti mesi coesisteranno entrambi i sistemi nei documenti di gara. Un'azienda MedTech deve saper leggere entrambi per non escludersi da bandi ancora formulati con la vecchia codifica.

Come funziona la classificazione nei bandi pubblici

Nei bandi pubblici, le stazioni appaltanti sanitarie — ASL, Aziende Ospedaliere e centrali di committenza come ESTAR, ARIA e Intercent-ER — identificano i prodotti richiesti tramite codice CND (o CID) abbinato al codice Repertorio. Il codice CND compare tipicamente nell'oggetto del lotto, nella scheda tecnica allegata al capitolato e nei criteri di ammissione che richiedono l'iscrizione al Repertorio per quella specifica classe.

Esistono due scenari pratici.

Nel primo caso, il codice CND compare esplicitamente nell'oggetto della gara o nella descrizione del lotto: "fornitura dispositivi medici monouso CND A0501".

Nel secondo caso, la gara usa una descrizione libera ma si riferisce implicitamente a una categoria CND: "fornitura di siringhe da insulina" corrisponde alla classe V anche senza citarla.

Conoscere i codici CND dispositivi medici permette di fare tre cose concrete: filtrare i bandi per pertinenza reale, verificare se i prodotti richiesti corrispondono a quelli iscritti al Repertorio, costruire l'offerta tecnica usando la terminologia attesa dalla stazione appaltante.

Per capire come sono strutturate le procedure di gara per dispositivi medici nei diversi livelli della PA sanitaria, la guida dedicata offre un quadro operativo completo.

Caso d'uso reale - Un fornitore di dispositivi medici con 15 gare/anno aveva distribuito il monitoraggio su 4 portali distinti (ANAC, MePA, due piattaforme regionali), con un responsabile commerciale che dedicava ogni mattina oltre 2 ore alla ricerca manuale. Dopo aver configurato su Avvista il proprio profilo CND, il monitoraggio è confluito in una sola dashboard. Il tempo settimanale dedicato alla ricerca bandi si è ridotto del 70%, con 3 gare rilevanti intercettate ogni settimana che in precedenza non venivano trovate entro i termini utili.

CPV e CND: due codici diversi, due funzioni diverse

I codici CPV (Common Procurement Vocabulary) sono il sistema di classificazione europeo, obbligatorio per le gare pubblicate sulla GUUE e su TED (Tenders Electronic Daily). I codici CPV rilevanti per i dispositivi medici si concentrano principalmente nel range 33000000-33999000 (Apparecchiature mediche e farmaceutiche).

Il problema è che CPV e CND non hanno una corrispondenza 1:1. Un'azienda che conosce solo il proprio CND può faticare a trovare bandi europei o multiregionali. Un'azienda che usa solo il CPV rischia di perdere bandi nazionali pubblicati con la logica CND.

Nei bandi italiani per dispositivi medici sotto la soglia di €221.000, il D.Lgs. 36/2023 non impone l'indicazione del codice CPV: le stazioni appaltanti possono pubblicare usando esclusivamente la logica CND, rendendo il monitoraggio multi-codice indispensabile per le PMI del settore.

La soluzione è usare entrambi i codici nelle ricerche. Il mapping seguente è orientativo: le stazioni appaltanti possono applicare CPV con granularità diversa, e la corrispondenza può variare.

CND Macro-classeCategoriaCPV corrispondente (orientativo)
ADispositivi per somministrazione e prelievo33141300 (Aghi, cateteri, cannule)
BDiagnostica in vitro33696500 (Reagenti di laboratorio)
CCardiologia33182000 (Dispositivi cardiaci)
DOsteosintesi e ortopedia33183000 (Dispositivi ortopedici)
HMedicazioni avanzate33141110 (Bendaggi e medicazioni)
MImaging diagnostico33111000 (Apparecchiature radiologiche)
PDispositivi impiantabili attivi33182100 (Defibrillatori)
TTerapia intensiva e anestesia33157000 (Dispositivi per ossigenoterapia)

Riferimento normativo - Il D.Lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici vigente) rende obbligatoria l'indicazione dei codici CPV in tutti i bandi sopra le soglie di rilevanza europea. Per forniture e servizi degli enti del SSN, la soglia è €221.000. Sotto soglia, le stazioni appaltanti possono pubblicare con sola logica CND senza indicare CPV, il che rende il monitoraggio multi-codice ancora più necessario. Per le procedure di affidamento sotto soglia, la pubblicazione può avvenire su piattaforme regionali senza obbligo di TED.

Normativa di riferimento: D.Lgs. 36/2023 e requisiti di partecipazione

Il D.Lgs. 36/2023 ha introdotto importanti cambiamenti anche per le gare sanitarie. I requisiti di partecipazione - inclusi quelli di iscrizione al Repertorio, certificazione MDR, fatturato minimo - devono essere proporzionati all'oggetto del contratto.

I motivi di esclusione sono disciplinati dagli artt. 94-98 D.Lgs. 36/2023. Le dichiarazioni richieste in sede di gara seguono questa base normativa, non più il vecchio art. 80 del D.Lgs. 50/2016, ormai abrogato.

Per le gare su dispositivi medici, il requisito più critico è la conformità MDR: la stazione appaltante verifica che i prodotti offerti siano registrati nel Repertorio con il codice CND corrispondente a quello richiesto nel capitolato.

La sostituzione del D.Lgs. 36/2023 ha spostato il riferimento normativo per le esclusioni ai nuovi artt. 94-98 D.Lgs. 36/2023, con impatto diretto sulle dichiarazioni richieste nelle gare SSN per dispositivi medici.

Esempi pratici: leggere un bando con i codici CND

Per leggere correttamente un bando con i codici CND occorre verificare tre punti precisi nel documento: l'oggetto del lotto, la scheda tecnica allegata al capitolato e i criteri di ammissione che richiedono l'iscrizione al Repertorio Nazionale per quella specifica classe. Una differenza di anche una sola cifra nel codice CND, ad esempio tra A0501 e A0502, può rendere inammissibile l'offerta di un fornitore altrimenti qualificato.

Dispositivi monouso (categoria A): come riconoscere il lotto giusto

I bandi per dispositivi monouso sono tra i più frequenti nel mercato sanitario pubblico. Una gara di fornitura ASL per siringhe, aghi o cateteri cita tipicamente il codice CND a livello di gruppo (es. A05 per i dispositivi per infusione) o a livello di tipo (es. A0501 per i deflussori standard).

Un'azienda che produce solo deflussori non deve partecipare all'intero lotto se questo include anche aghi e siringhe con codici diversi. Deve verificare se il lotto è suddiviso per codice CND o se richiede un fornitore multi-prodotto. Questa lettura richiede 15-20 minuti per bando se fatta manualmente.

La funzionalità Scoring A-E di Avvista assegna a ogni bando un punteggio di rilevanza calibrato sul profilo CND dell'azienda. Un bando con codice A05 riceverà score A o B per un produttore di deflussori, mentre un bando con codice C12 verrà scartato automaticamente. Questo permette al responsabile commerciale di non aprire nemmeno i bandi irrilevanti.

Dispositivi impiantabili attivi (categoria P): soglie e requisiti specifici

I dispositivi impiantabili attivi (pacemaker, neurostimolatori, pompe infusionali) rientrano nella categoria P della CND e sono soggetti ai requisiti più stringenti del Regolamento MDR. Le gare per questa categoria superano quasi sempre la soglia dei €221.000, quindi vengono pubblicate anche su TED con obbligo di CPV.

In questi bandi, la stazione appaltante verifica:

  • iscrizione al Repertorio con codice CND corrispondente alla categoria P richiesta
  • certificazione MDR valida con organismo notificato riconosciuto
  • fatturato specifico per la categoria (spesso €500.000-1.000.000 nel triennio precedente)
  • assistenza tecnica post-vendita certificata

La gap-analysis dei requisiti di Avvista analizza automaticamente questi parametri su ogni bando rilevante e li confronta con il profilo aziendale, segnalando verde (requisito soddisfatto), giallo (da verificare) o rosso (requisito mancante). Per un'azienda che partecipa a 15 gare/anno nella categoria P, questo elimina il rischio di investire ore in un'offerta per una gara per cui non è qualificata.

Le gare pubbliche per dispositivi impiantabili attivi (CND categoria P) richiedono in media un fatturato minimo di categoria compreso tra €500.000 e €1.000.000 nel triennio precedente, oltre alla certificazione MDR con organismo notificato riconosciuto dalla Commissione Europea.

Monitorare le gare per dispositivi medici senza perdere bandi rilevanti

Monitorare efficacemente le gare per dispositivi medici richiede di combinare i codici CND dispositivi medici con i corrispondenti CPV europei e di presidiare almeno 4 fonti simultanee: ANAC BDNCP, MePA, Gazzetta Ufficiale e i portali regionali prioritari. Senza un sistema di aggregazione, una PMI MedTech con 5-10 categorie CND deve dedicare 1-2 ore al giorno alla sola ricerca manuale tra piattaforme con logiche di ricerca eterogenee.

Identificare i propri codici CND è solo il primo passo. Il secondo è usarli sistematicamente nella ricerca bandi. Ecco come farlo:

  1. Trova il tuo codice CND nel Repertorio: cerca il tuo prodotto nell'RDM partendo dal trovare il codice CND del tuo prodotto nel Repertorio. Ogni iscrizione riporta il codice CND assegnato. Raccogli tutti i codici del tuo portafoglio.

  2. Individua i CPV corrispondenti: usa la tabella di mapping per identificare i CPV associati alle tue macro-classi CND. Considera sia il CPV principale che eventuali CPV supplementari indicati nei bandi simili già trovati.

  3. Imposta alert su più piattaforme: ANAC BDNCP, MePA, Gazzetta Ufficiale, portali regionali (ESTAR, ARIA, Intercent-ER, ASMEL). Usa sia i codici CND/CID che i CPV come filtri di ricerca.

  4. Verifica la compatibilità nei capitolati: quando trovi un bando potenzialmente rilevante, controlla che il codice CND richiesto corrisponda a quello del tuo prodotto iscritto. Una differenza anche di una sola cifra può escludere l'offerta.

  5. Valuta i requisiti di ammissione: iscrizione Repertorio aggiornata, certificazioni MDR valide, fatturato minimo per categoria. Verifica questi elementi prima di investire ore nella preparazione dell'offerta.

Attenzione - L'approccio manuale ha tre rischi concreti: latenza (i bandi vengono pubblicati in momenti diversi su piattaforme diverse, e un controllo quotidiano non è sufficiente per alcune scadenze), frammentazione (senza un aggregatore, è facile perdere bandi pubblicati su portali regionali meno noti), e falsi positivi (senza filtro per codice CND, molti risultati sono irrilevanti e il tempo di analisi si moltiplica). Per approfondire le opzioni di monitoraggio bandi dispositivi medici, la guida dedicata illustra le fonti principali e i criteri di ricerca.

Il problema: 4 portali, codici diversi, troppo tempo perso

Una PMI MedTech con un portafoglio di 5-10 categorie CND deve monitorare almeno 4 fonti principali: ANAC BDNCP per le procedure sopra soglia, MePA per le procedure sotto soglia, Gazzetta Ufficiale per gli avvisi di aggiudicazione, e uno o più portali regionali a seconda dei territori prioritari.

Ogni portale usa logiche di ricerca diverse. MePA filtra per CPV. ANAC BDNCP accetta sia CPV che parole chiave. I portali regionali hanno ciascuno la propria interfaccia. Il risultato è che un monitoraggio serio richiede 1-2 ore al giorno: risorse che una PMI raramente può dedicare stabilmente a questa attività.

Piattaforme come ESTAR (Toscana), ARIA (Lombardia) e Intercent-ER (Emilia-Romagna) gestiscono procedure di acquisto aggregato che coinvolgono decine di ASL e Aziende Ospedaliere regionali: un singolo bando su queste centrali di committenza può valere più di 20 procedure separate su ANAC BDNCP.

Come Avvista aggrega MePA, ANAC BDNCP e portali regionali in un'unica dashboard

Avvista monitora oltre 20.000 fonti ufficiali - incluse ANAC BDNCP, MePA, PVL ANAC, Gazzetta Ufficiale e portali regionali come ESTAR, ARIA, Intercent-ER, ASMEL - e indicizza i bandi per codice CND e CPV dichiarati nei documenti di gara.

Una volta configurato il profilo con i codici CND dispositivi medici del portafoglio aziendale, ogni mattina il sistema restituisce solo i bandi con pertinenza effettiva. Non tutti i bandi sanitari: solo quelli per cui l'azienda ha un prodotto registrato.

La funzionalità gap-analysis dei requisiti analizza automaticamente ogni bando rilevante e segnala se i requisiti di ammissione sono compatibili con il profilo dell'azienda. Non serve aprire il capitolato per sapere se vale la pena continuare: il semaforo verde/giallo/rosso lo dice subito.

Scopri come Avvista monitora i bandi per dispositivi medici e quali fonti copre il sistema di aggregazione.

Scoring A-E: filtrare le gare fuori target prima ancora di aprire il bando

Lo scoring A-E di Avvista assegna a ogni bando trovato un punteggio di rilevanza che va da A (altissima corrispondenza con il profilo aziendale) a E (bassa pertinenza). Il calcolo considera il portafoglio CND, la dimensione dell'azienda, lo storico delle gare vinte e i requisiti dichiarati nel bando.

Un imprenditore del MedTech che usa lo scoring A-E vede ogni mattina una lista corta di bandi con score A o B. I bandi C, D, E vengono archiviati automaticamente senza consumare attenzione.

Il risultato pratico: un distributore di dispositivi medici di fascia PMI ha ridotto del 70% il tempo settimanale dedicato alla ricerca bandi, intercettando 3 gare rilevanti a settimana che in precedenza non venivano trovate entro i termini utili.

Piani, limiti e a chi serve davvero

Avvista è disponibile in due piani self-serve (STARTER a €189/mese e PRO a €369/mese), entrambi accessibili con un trial gratuito di 7 giorni che include il piano PRO completo senza carta di credito. Il piano PRO è pensato per PMI MedTech con 10-20 gare/anno e include gap-analysis dei requisiti, benchmark dei ribassi storici e profilo delle stazioni appaltanti.

STARTER, PRO e quando ha senso passare a Cato

Avvista è disponibile in due piani self-serve:

  • STARTER: €189/mese (o €149/mese con fatturazione annuale). Adatto a chi partecipa a poche gare l'anno e vuole un monitoraggio base con scoring e analisi AI.
  • PRO: €369/mese (o €289/mese con fatturazione annuale, €3.468/anno). Fino a 3 utenti. Include la gap-analysis dei requisiti, il benchmark dei ribassi storici, il profilo delle stazioni appaltanti e dei competitor, e le business analytics. Per una PMI MedTech con 10-20 gare/anno, il break-even si raggiunge alla prima gara qualificata.

Il trial dura 7 giorni, include il piano PRO completo e non richiede carta di credito. Il setup del profilo CND richiede circa 5 minuti.

Quando ha senso passare a Cato: se la tua azienda partecipa a un volume elevato di gare e hai bisogno di supporto anche nella produzione documentale - offerta tecnica, DGUE, dichiarazioni - allora Cato (get-cato.com, prezzo su richiesta) è il passo successivo. Cato copre la fase di compilazione che Avvista non gestisce.

Cosa Avvista non fa: compilazione e DGUE restano fuori dal trial

Avvista copre il ciclo SCOPRI → ANALIZZA → DECIDI. Non compila documenti di gara, non genera DGUE, non produce offerte tecniche. Queste attività restano in carico all'azienda o a un consulente esterno - oppure vengono gestite da Cato.

Questo limite è dichiarato apertamente perché conta: chi cerca uno strumento che "fa tutto" troverà la risposta sbagliata. Avvista riduce il tempo di ricerca e analisi di 15-20 ore per gara. La preparazione dell'offerta rimane un lavoro separato.

Un altro limite da tenere presente: il monitoraggio copre fonti ufficiali indicizzate. Alcune gare molto locali (affidamenti diretti sotto €40.000) possono non comparire se la stazione appaltante non pubblica su piattaforme standard. Per questi casi, il presidio territoriale diretto resta necessario.

Il DGUE (Documento di Gara Unico Europeo), introdotto dal Regolamento di esecuzione UE 2016/7 e recepito nella normativa italiana, rimane un documento che ogni operatore economico deve compilare autonomamente o con supporto specializzato: nessun sistema di monitoraggio bandi lo sostituisce nella fase di partecipazione.

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Aggiornato a giugno 2026.

Domande frequenti

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