Soglie affidamento diretto 2026: guida ai nuovi limiti
Scopri le soglie affidamento diretto 2026 aggiornate dal Reg. UE 2023/2495: valori, procedure corrette e come evitare irregolarità negli appalti pubblici.

Soglie affidamento diretto 2026: cosa cambia e come applicarle
Le soglie affidamento diretto 2026 sono cambiate. Dal 1° gennaio 2026 si applicano i nuovi valori fissati dal Regolamento UE 2023/2495, che ha rivisto al ribasso alcune soglie rispetto al biennio precedente. Conoscere i limiti esatti non è un dettaglio burocratico: sbagliare la procedura espone la stazione appaltante a irregolarità e l'impresa aggiudicataria a contestazioni in sede di controllo.
Questa guida spiega cosa cambia, quale procedura si applica per importo e categoria, e come Avvista aiuta le PMI a non perdere gli affidamenti diretti più rilevanti per il loro profilo.
Soglie affidamento diretto 2026: definizione
L'affidamento diretto è la procedura di acquisto pubblico che consente alle stazioni appaltanti di aggiudicare un contratto senza bando, entro soglie definite per legge. I limiti vigenti in Italia per le soglie affidamento diretto 2026 sono 150.000 euro per i lavori e valori differenziati per servizi e forniture in base alla tipologia di ente, aggiornati dal Regolamento UE 2023/2495 per il biennio 2026-2027.
Cos'è l'affidamento diretto nel Codice Appalti D.Lgs. 36/2023
L'affidamento diretto è la procedura più semplice prevista dal Codice dei contratti pubblici. La stazione appaltante può aggiudicare un contratto senza pubblicare un bando e senza confronto competitivo formale, a condizione che l'importo rimanga entro le soglie stabilite dall'art. 50 D.Lgs. 36/2023.
Non si tratta di discrezionalità assoluta. L'ente deve motivare la scelta del contraente, verificarne i requisiti generali e rispettare i principi di rotazione. La semplicità della procedura non elimina gli obblighi documentali.
Il D.Lgs. 36/2023 impone alla stazione appaltante l'obbligo di motivare la scelta del contraente e di applicare il principio di rotazione anche negli affidamenti diretti di importo inferiore a 5.000 euro.
Le nuove soglie in vigore dal 1° gennaio 2026
Il Regolamento UE 2023/2495 ha fissato le soglie di rilevanza comunitaria per il biennio 2026-2027. Le soglie sotto soglia per affidamento diretto restano disciplinate dall'art. 50 D.Lgs. 36/2023, ma si aggiornano in modo coordinato con i nuovi valori europei.
Dal 1° gennaio 2026 i limiti applicabili in Italia per l'affidamento diretto sono:
- Lavori: fino a 150.000 euro
- Servizi e forniture (enti diversi dalle amministrazioni centrali): fino a 140.000 euro
- Servizi e forniture (amministrazioni centrali dello Stato): fino a 140.000 euro
Per approfondire il dettaglio normativo completo, consulta la pagina dedicata alle soglie affidamento diretto 2026.
Come funzionano le soglie affidamento diretto 2026: la tabella completa
Le soglie affidamento diretto 2026 determinano tre fasce procedurali distinte in base all'importo e alla categoria di appalto. La tabella seguente riepiloga le procedure applicabili secondo il quadro normativo vigente dall'1 gennaio 2026, combinando l'art. 50 del D.Lgs. 36/2023 con i valori del Regolamento UE 2023/2495.
La tabella seguente riepiloga le procedure applicabili in base all'importo stimato dell'appalto, secondo il quadro normativo vigente dall'1 gennaio 2026.
Fonte: D.Lgs. 36/2023 art. 50, aggiornato con Reg. UE 2023/2495 - valori in vigore dal 1° gennaio 2026.
Lavori: soglia fino a 150.000 euro
Per i contratti di lavori, la stazione appaltante può procedere con affidamento diretto fino a 150.000 euro. Tra 150.000 euro e 1.000.000 euro si applica invece l'affidamento diretto previa consultazione di almeno cinque operatori economici. Oltre il milione e fino alla soglia europea (5.538.000 euro) si ricorre alla procedura negoziata senza bando.
Il valore stimato va calcolato IVA esclusa, includendo eventuali opzioni, proroghe e rinnovi contrattuali previsti fin dall'origine.
Il Regolamento UE 2023/2495 ha confermato la soglia europea per i lavori pubblici a 5.538.000 euro per il biennio 2026-2027, invariata rispetto al biennio precedente.
Servizi e forniture: soglia fino a 140.000 euro per amministrazioni centrali
Per servizi e forniture la soglia di affidamento diretto è fissata a 140.000 euro. Sopra questa cifra, e fino alla soglia di rilevanza europea (€143.000 per le amministrazioni centrali, 221.000 euro per gli altri enti), si entra nella fascia della procedura negoziata o dell'affidamento con confronto tra più operatori.
Le amministrazioni centrali dello Stato hanno una soglia UE di €143.000, quindi la finestra per la procedura negoziata è più ristretta rispetto agli enti locali.
Per gli enti locali e gli enti del Servizio Sanitario Nazionale, la soglia di rilevanza europea per servizi e forniture è fissata a 221.000 euro dal Regolamento UE 2023/2495, ampliando la fascia intermedia rispetto alle amministrazioni centrali.
Quando si passa alla procedura negoziata senza bando
La procedura negoziata senza bando scatta quando si supera la soglia di affidamento diretto ma si rimane sotto la soglia di rilevanza comunitaria. In questo caso la stazione appaltante deve invitare almeno cinque operatori economici, con obbligo di rotazione e motivazione della scelta. Non è più possibile procedere con un'assegnazione diretta al singolo operatore.
Nella procedura negoziata senza bando prevista dall'art. 50 D.Lgs. 36/2023, la stazione appaltante deve invitare un minimo di 5 operatori economici, selezionati anche tramite indagine di mercato o consultazione dell'albo fornitori.
Normativa di riferimento e limiti da non superare
Il quadro normativo degli affidamenti diretti 2026 si articola su due livelli: il D.Lgs. 36/2023 (Codice dei contratti pubblici) definisce le procedure applicabili per fascia d'importo, mentre il Regolamento UE 2023/2495 fissa i tetti quantitativi aggiornati ogni due anni. Superare la soglia procedurale, anche a seguito di una variante non pianificata, configura un'irregolarità soggetta ai controlli ANAC.
Il quadro normativo: D.Lgs. 36/2023 e Regolamento UE 2023/2495
Il D.Lgs. 36/2023 è il Codice dei contratti pubblici in vigore in Italia. L'art. 50 disciplina le modalità di affidamento sotto soglia, stabilendo le fasce procedurali. Le soglie di rilevanza comunitaria sono invece fissate dal Regolamento UE 2023/2495, che le aggiorna ogni due anni.
I due livelli normativi si integrano: il Codice italiano definisce le procedure, il Regolamento UE stabilisce i tetti quantitativi oltre i quali scattano le procedure aperte europee.
Varianti e modifiche: si può superare la soglia?
In linea di principio, l'importo finale di un contratto affidato direttamente deve restare entro la soglia. Le modifiche contrattuali in corso di esecuzione sono ammesse solo entro i limiti fissati dall'art. 120 D.Lgs. 36/2023: non oltre il 10% dell'importo originario per lavori, e comunque senza superare la soglia procedurale applicabile.
Superare la soglia a seguito di variante non pianificata configura un'irregolarità procedurale. Il contratto potrebbe essere dichiarato inefficace o oggetto di sanzione in sede di controllo ANAC o giurisdizione amministrativa.
L'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) esercita la vigilanza sugli affidamenti diretti tramite la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP), nella quale devono essere registrati tutti i contratti pubblici, inclusi quelli sotto soglia di importo superiore a 5.000 euro.
Dichiarazioni obbligatorie artt. 94-98 anche sotto soglia
L'affidamento diretto non esime dall'obbligo di verificare i requisiti generali dell'operatore. La stazione appaltante deve acquisire le dichiarazioni previste dagli artt. 94-98 D.Lgs. 36/2023 (cause di esclusione automatica e non automatica) anche per contratti di importo ridotto.
Questo aspetto è spesso sottovalutato dalle PMI: anche un affidamento da 30.000 euro richiede dichiarazioni formali. Saltare questo passaggio espone entrambe le parti a contestazioni in fase di controllo.
Gli artt. 94-98 del D.Lgs. 36/2023 elencano 17 cause di esclusione automatica e non automatica che la stazione appaltante è tenuta a verificare anche negli affidamenti diretti di valore minimo, senza eccezioni legate all'importo contrattuale.
Esempi pratici: soglie affidamento diretto 2026 per PMI e professionisti
Gli esempi pratici seguenti illustrano come applicare le soglie affidamento diretto 2026 nei casi più frequenti per PMI e professionisti. In ciascun caso il valore determinante è l'importo stimato IVA esclusa, calcolato includendo eventuali rinnovi o opzioni previsti fin dall'origine del contratto secondo le indicazioni dell'art. 14 D.Lgs. 36/2023.
Esempio 1 - Fornitura software per ente locale sotto 140.000 euro
Un ente locale deve acquistare una licenza software per la gestione documentale. Il valore stimato è 85.000 euro IVA esclusa, senza opzioni di rinnovo. L'importo rientra nella soglia di affidamento diretto per servizi e forniture (140.000 euro). L'ente può procedere direttamente, motivando la scelta del fornitore e acquisendo le dichiarazioni artt. 94-98.
Se il contratto prevedesse un rinnovo automatico annuale, il valore stimato diventerebbe 170.000 euro: soglia superata, procedura negoziata obbligatoria.
Per le forniture ICT, il MePA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) gestito da Consip rappresenta la piattaforma di acquisto privilegiata per gli enti locali: l'utilizzo del MePA non esenta tuttavia dall'obbligo di verificare le cause di esclusione artt. 94-98 D.Lgs. 36/2023 prima dell'aggiudicazione.
Esempio 2 - Servizio di consulenza gestionale sotto soglia
Caso d'uso reale - Uno studio di consulenza direzionale con 8 gare/anno ha ridotto i tempi di preparazione documentale da 1 giorno a 45 minuti grazie al profilo precompilato su Avvista. Nelle gare sotto soglia, dove i tempi di risposta sono spesso 5-7 giorni, questo vantaggio è direttamente misurabile in offerte inviate vs offerte perse per mancanza di tempo.
Un comune deve affidare un servizio di supporto alla pianificazione strategica. Importo stimato: 38.000 euro, nessun rinnovo previsto. Affidamento diretto applicabile senza dubbi. Il fornitore deve comunque presentare le dichiarazioni artt. 94-98 e il responsabile del procedimento deve motivare la scelta con riferimento alle competenze specifiche dell'operatore selezionato.
Esempio 3 - Lavori di manutenzione sotto 150.000 euro
Un'amministrazione comunale deve eseguire lavori di manutenzione straordinaria su un edificio scolastico. Importo stimato: 120.000 euro. La soglia per i lavori è 150.000 euro: affidamento diretto applicabile.
Se in corso d'opera emergono lavori aggiuntivi per 40.000 euro, il totale raggiunge 160.000 euro. Si supera la soglia. In questo caso la modifica va valutata secondo l'art. 120 D.Lgs. 36/2023: se non rientra nelle ipotesi di modifica ammessa, la stazione appaltante deve valutare se rescindere e riavviare la procedura corretta.
Il RUP (Responsabile Unico del Procedimento), figura obbligatoria ai sensi dell'art. 15 D.Lgs. 36/2023, è responsabile della corretta quantificazione del valore stimato e della scelta della procedura adeguata: un errore di stima che porta al superamento della soglia ricade direttamente sulla sua responsabilità amministrativa e contabile.
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Aggiornato a maggio 2026.
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